Italiano Inglese Francese Spagnolo
  

Il Tor des Geants,


Il Tor des Geants,
quando il limite è sempre più in alto!

Cogo Massimiliano

Mi chiamo Massimiliano, ho 42 anni, sono sposato, ho un figlio, Alessandro di 10 anni, e sono un trailer amatoriale a cui piace molto la corsa in montagna, anche se tra lavoro e famiglia manca sempre il tempo per gli allenamenti.
Il Tor des Geants, (che tradotto dal dialetto valdostano in italiano diventa Giro dei Giganti) è una competizione estrema che parte ed arriva a Courmayeur ai piedi del Monte Bianco dopo aver percorso l’Alta Via 2 e l’Alta Via 1, in un tragitto ad anello, per un totale di 332 km e 24.000 metri di dislivello positivo. ( il che vuol dire, per coloro che non lo sanno, che quei 24.000 metri bisogna anche farli in discesa...) Il tutto in un massimo di una settimana di corsa...
Credo che le motivazioni che possono spingere una persona ad affrontare una sfida di questo genere siano molteplici, personalmente la volontà di misurare le mie capacità di resistenza fisica e soprattutto mentale.

Così l’8 gennaio 2011 alle 22.00 ho aperto il sito della gara ed ho inviato la mia adesione, scoprendo che, nonostante avessero aperto le iscrizioni solo due ore prima, ero già il 290° iscritto su un massimo di 500 concorrenti ammessi, limite raggiunto appena tre giorni dopo l’apertura.
La settimana prima della partenza faccio una visita al mio Chiropratico di fiducia, Eddy Pellissier, che mi ha salvato dal mal di schiena e dal male al ginocchio sinistro che mi perseguitava da quasi tre mesi, per un trattamento rigenerante prima delle fatiche che mi aspettano.
Sabato 10 settembre 2011 nel tardo pomeriggio, con il mio borsone pieno di tutto quello che ritenevo potesse essermi utile, tra abbigliamento tecnico di ricambio e materiale vario, mi metto in viaggio per raggiungere Courmayeur. Appena arrivato all’albergo scarico la mia roba in camera e mi avvio verso il Forum Sport Center per ritirare il pettorale di gara, il braccialetto con il microchip per il cronometraggio e la borsa dove mettere tutto il necessario per la settimana di corsa.
Tornato in albergo ho preparato la borsa da riconsegnare al Forum Sport Center per il trasporto alla prima base vita, l’ho riportata e sono tornato a cenare in albergo. Alle 21.45 ero nel letto a dormire.
Mi addormento subito e riesco a dormire abbastanza bene nonostante la tensione sia abbastanza alta Sveglia alle 8.00, colazione e poi scrupolosa preparazione dello zainetto, l’acqua nel camel-bag, sali minerali nella borraccia, le lampade frontali con le batterie di ricambio, il kit di primo soccorso, i guanti, il k-way, un capo pesante per la notte e un po’ di scorte alimentari Poi dopo una doccia rigenerante, segue la vestizione, le scarpe e finalmente sono pronto a vivere questa straordinaria esperienza!
Lascio le chiavi dell’auto, che resta nel garage dell’hotel, al responsabile nella hall e mi avvio verso Piazza Abbey dove si trova il luogo della partenza. Mentre mi avvicino sento salire la tensione e mille dubbi ed incertezze mi assalgono, guardando gli altri concorrenti comincio a convincermi che sto facendo una pazzia...
Fortunatamente alcuni amici, con i quali spesso ci si ritrova a gareggiare insieme (Stefano, Raffaella, Antonio e Patrizia con il marito), sono venuti ad incoraggiarmi per la partenza e la cosa si rivela veramente molto positiva; li saluto, un abbraccio e mi incammino verso l’ingresso dell’area di partenza e lì dentro l’adrenalina mi sale a mille, incentivata dallo speaker che ci carica come delle molle. Pochi minuti dopo, sulle note della canzone di Giovanotti “ ... il più grande spettacolo dopo il big ben siete voi...”, viene dato il via, alle 10.00 in punto... Improvvisamente l’euforia sale e l’adrenalina lascia il posto alla voglia di riuscire a fare bene... Parto come un matto nel gruppetto di testa in mezzo ad ali di folla che ci incita con campanacci e trombe ed una scia di trailer si snoda per il centro di Courmayeur come un lungo serpentone, ma il passo dei primi è decisamente troppo veloce e appena fuori dal paese, non appena inizia il sentiero che ci porta verso il primo colle, rallento un pochino fino a prendere il passo giusto e proprio qui scopro che l’idea di partire nel gruppetto dei primi si è rivelata molto azzeccata poiché subito si crea un imbuto che costringe i concorrenti più indietro a fermarsi per incolonnarsi nel sentiero.
I colli si susseguono uno dietro l’altro e alla fine ne abbiamo superati ben 25 oltre i 2000 mt di altitudine...
Durante tutta la gara ho avuto due grosse crisi, una di fame, dopo appena due ore di corsa, quando decido di mangiare un pezzo di una barretta ai cereali per paura di disidratarmi e non riuscire poi a mandare giù più nulla, come mi era già capitato in passato ed invece si verifica esattamente la reazione opposta.
Fino a lunedì sera non riesco più a mangiare nulla, poi provo ad ingoiare un po’ di brodo caldo e miracolosamente mi sblocca tutto e fino alla fine non ho più problemi con l’alimentazione.
La seconda grossa crisi è arrivata mercoledì sera ed è durata praticamente fino alla fine della gara, un dolore al ginocchio destro, credo un’infiammazione al tendine rotuleo, che non mi dava fastidio in salita ma mi ha tormentato in ogni discesa facendomi arrivare addirittura a correrle all’indietro. Fortunatamente quando si è presentato il dolore ero già ben oltre la metà della gara, per cui la voglia di concludere un’impresa per me titanica come questa ha prevalso sulla voglia di fermarsi e placare la sofferenza.
In realtà verso la fine ho avuto anche una piccola crisi di sonno dopo che non ho più dormito da venerdì mattina alle 3 fino a sabato all’arrivo, sabato mattina mentre camminavo salendo verso il rifugio... mi è preso un colpo di sonno e mi sono ritrovato a terra sul lato destro della carrettiera che stavo percorrendo.
In una settimana di gara ho dormito complessivamente circa 5 ore e 30 minuti.
Stupenda è stata l’accoglienza delle persone che ho incontrato lungo tutto il percorso sempre pronte ad incitarmi come se fossi tra i primi, così come gli innumerevoli volontari che hanno assistito la gara nei punti di ristoro e nelle basi vita, dove c’era anche la possibilità di dormire qualche ora, sempre disponibili e pronti ad incoraggiarmi.
Sono arrivato a Courmayeur al traguardo sabato pomeriggio, dopo 149 ore 50 minuti e 59 secondi in 298° posizione su 300 arrivati e su circa 500 partiti, accolto dalle maschere folcloristiche in maniera incredibile tra applausi e congratulazioni facendomi sentire un vero top trailer e soprattutto ricevendo l’abbraccio più ambito e sperato, quello di mio figlio Alessandro e di mia moglie Tiziana.
Ho vinto la mia sfida personale grazie alla mia forza di volontà ed alla mia testardaggine che spesso mi permettano di superare anche le crisi più dure.
Sulla mia maglietta mi piace sempre portare gli stemmi dell’AVIS che promuove la donazione del sangue e dell’UGI (Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini), un’organizzazione no profit che aiuta e dà assistenza ai bambini malati di tumore ed alle loro famiglie durante il ricovero in ospedale ed il decorso della malattia.
È senz’altro stata un’esperienza di vita incredibilmente impressionante e densa di emozioni che purtroppo non sono descrivibili in un articolo, ma le notti corse sotto la luna piena da solo, unicamente con la luce della lampada frontale che illuminava il mio cammino, mi hanno permesso di riflettere su molti temi della nostra vita quotidiana, arrivando a conclusioni a volte davvero inimmaginabili.
Non credo la ripeterò il prossimo anno, anche perché mi piace sempre cambiare percorso, vedere posti nuovi, per cui cercherò qualche altra bella sfida da affrontare, sempre più consapevole delle mie capacità di adattamento e di superare gli ostacoli che via via mi si presentano.
Ringrazio tutti gli amici che mi hanno seguito, giorno per giorno, durante lo svolgimento della gara, dal sito della corsa, i compagni di avventura conosciuti in gara, tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di una simile straordinaria manifestazione (organizzatori, associazioni ed enti) e naturalmente il mio amico Eddy Pellissier per aver risistemato il mio povero corpo assai provato dall’esperienza vissuta.

tor des geants rivista 21

Download torriv21.pdftor des geants - 4299 kb
tor des geants rivista 21

Home | Chi Siamo | Servizio Clienti | Il tuo Account | Registrazione | Contatti

Condizioni generali di vendita | Informazioni legali | Privacy

cuscino ortopedico, cuscino cervicale, cuscino auto, supporto lombare, guanciale cervicale, arnica, thumper massager, mini pro 2, koala nest, poster, pedana stabilometrica, postura, benessere
Copyright © 2005 ITALIAN WELLNESS SOLUTION S.R.L.
Via A. Maragliano 6/5 - 16121 Genova (GE) - ITALY ::: P.IVA 02204910992
Tutti i diritti sono riservati.

WEB DESIGN DIGIVAL - ITALY